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Normative

ANALISI DELLE RICHIESTE LEGISLATIVE
Relativamente al trattamento delle acque di scarico civili (abitazioni, alberghi, ristoranti, scuole, collegi, campings, ecc…) il Decreto Legge 152/99 indica quanto segue:

Articolo 29 – Scarichi sul suolo

È vietato lo scarico sul suolo e negli strati superficiali, fatta eccezione per:
1) Nuclei abitativi isolati, dove non sia in essere o prevista una rete fognaria; pertanto le Regioni dovranno identificare un sistema depurativo individuale in armonia con il livello dì protezione ambientale.
2) Per gli scaricatori di piena a servizio delle reti fognarie.
3) Per gli scarichi di acque reflue urbane per i quali sia accertata l’impossibilità tecnica a recapitare in corpi idrici superficiali, purché vengano rispettati i valori limite di emissione fissati.

Articolo 30 – Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee

È vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo. Le sole eccezioni, previa indagine preventiva ed autorizzazione dell’autorità competente riguardano lo scarico di acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di, miniere o cave, o altri casi diversi dalle acque di scarico civili.

Articolo 31 – Scarichi ín acque superficiali

Gli scarichi di acque reflue urbane potranno immettersi in acque superficiali solo con valori limite entro la Tabella 3 dell’Allegato 5 al D.L. 152/99. Il piano di risanamento delle situazioni fatiscenti indica il realizzo epurativo in tempi previsti in base al numero di abitanti degli agglomerati.

Articolo 33 – Scarichi in reti fognarie

Gli scarichi di acque reflue domestiche, che recapitano in reti fognarie sono sempre ammessi purché osservino i regolamenti emanati dal gestore dell’Impianto centralizzato di depurazione delle acque reflue urbane. Per l’accesso nelle reti fognarie è necessario il rispetto dei valori limite indicati nella Tabella 3 dell’ allegato n. 5 del D.L. 152/99.

Allegato n. 5 – D.L. 152/99 – Limite di emissione degli scarichi idrici

Gli scarichi provenienti da Impianti e manufatti di trattamento delle acque reflue urbane, potranno essere smaltiti con i seguenti criteri:

1) Scarichi in corpi d’acqua superficiali

- Per agglomerati fino a 2000 abitanti con un impianto di trattamento in grado di rendere acque depurate entro i limiti della Tabella 3 (scarico in acque superficiali)

- Per agglomerati da 2000 a 10000 abitanti e oltre i 10000 abitanti con un impianto di trattamento in grado di rendere acque depurate entro i limiti della Tabella 1 (limiti di emissione per gli Impianti di acque reflue urbane).

2) Scarichi sul suolo

Tutti gli scarichi ammessi sul suolo, previsti dall’articolo 29, dovranno subire un trattamento in grado di rendere acque depurate entro i limiti della Tabella 4 (limiti di emissione per le acque reflue urbane ed industriali che recapitano sul suolo).

3) Indicazioni generali

I trattamenti appropriati per il raggiungimento degli obiettivi depurativi dovranno:- essere di semplice manutenzione e gestione- essere in grado di sopportare adeguatamente forti variazioni orarie del carico idraulico ed organico- minimizzare i costi gestionaliPer insediamenti con popolazione compresa tra 50 e 2000 abitanti, i trattamenti da impiegare per il raggiungimento degli obiettivi epurativi sono gli impianti a depurazione naturale, quindi il lagunaggio o la fitodepurazione, o impianti tecnologici quindi i filtri percolatori o impianti ad ossidazione totale.Per insediamenti civili provenienti da agglomerati con meno di 50 abitanti, si potranno applicare sistemi di smaltimento come quelli indicati nella delibera del Comitato dei ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4/2/1977.

Qui sotto esempio di Depuratore a pianta circolare.

CONSIDERAZIONI E SOLUZIONI TECNICO-ECONOMICHE RISPONDENTI ALLE RICHIESTE DEL DECRETO LEGGE 152/99, RELATIVAMENTE ALLE ACQUE DI SCARICO CIVILI.

Riepilogativamente, relativamente alle acque di scarico civili (case, villette a schiera, condomini, collegi, convitti, scuole, asili, ristoranti, alberghi, fabbriche, campings, villaggi turistici,ecc…. ) il DECRETO LEGGE N. 152 del 11/5/1999 fa obbligo di quanto segue :

-Scarichi sul suolo (Articolo 29)

sono ammesse solo acque depurate con valori dei reflui entro i limiti della Tabella 4, che prescrive in particolare:BOD5 = max 20 mg/litroSolidi sospesi = max 25 mg/litro Questi limiti possono essere rispettati solo ed esclusivamente installando un trattamento di “Depurazione ad ossidazione totale (spinto a massima resa e finizzazione)”.
-Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee (Articolo 30)

non sono ammessi scarichi di acque civili, nemmeno se depurate.
-Scarichi in acque superficiali (Articolo 31)

sono ammesse solo acque depurate con valore dei reflui entro i limiti della Tabella 3, che prescrive in particolare:BOD5 = max 40 mg/litroSolidi sospesi = max 80 mg/litroQuesti limiti possono essere rispettati solo ed esclusivamente installando un trattamento di “Depurazione ad ossidazione totale”.

-Scarichi in reti fognarie (Articolo 33)

sono ammesse solo acque parzialmente depurate, con valore dei reflui entro i limiti della Tabella 3, che prescrive in particolare:BOD5 = max 250 mg/litroSolidi sospesi = max 200 mg/litroQuesti limiti possono essere rispettati solo con un trattamento di “Depurazione parziale” ottenibile con Depuratori ad ossidazione totale – resa minima. Altri sistemi di trattamento non garantirebbero tali valori limite; basti pensare che il liquame grezzo civile ha, mediamente un valore BOD5 sull’ordine dei 400-420 mg/litro, e che ad esempio una Fossa Imhoff di buona qualità può garantire solo il 30-35 % dell’abbattimento del carico organico iniziale, risulterebbe quindi un’acqua reflua trattata da inviare alla rete fognaria con un minimo carico organico BOD5 di 280 mg/litro. Non sarebbe quindi sufficiente il solo impiego di una Fossa Imhoff, ma a monte di questa dovrebbe essere installato un filtro batterico anaerobico, idoneo a ridurre sensibilmente il carico organico; in questo caso però è da valutare nell’assieme se la tecnica e l’economia dell’opera sia più soddisfacente dell’impiego di un “Depuratore ad ossidazione totale – resa minima”.

-Allegato 5 – indicazioni generali

fino a 50 abitanti è permesso l’impiego di Fosse Imhoff con smaltimento del refluo mediante subirrigazione, o pozzi perdenti. Tale sistema però contraria in parte l’articolo 30 e soprattutto determina pericolo di inquinamento alle falde sotterranee; infatti raramente vengono eseguite indagini geologiche preventive determinanti l’esatta distanza dai sistemi subirriganti da pozzi o falde acquifere sotterranee.Ai fini economici, manutentivi e gestionali, il sistema “Depurazione ad ossidazione totale” è senz’altro il più valido rispetto agli altri sistemi depurativi o pseudodepurativi. I principali vantaggi del Depuratore ad ossidazione totale possono essere riepilogamente così elencati :- Economia dell’opera : la spesa di acquisto e la sua posa in opera sono notevolmente inferiori ad altri sistemi depurativi (filtri percolatori, fito-depurazione, ecc…); il costo dell’opera finita è inoltre uguale o inferiore al costo dell’opera finita di un sistema subirrigazione (acquisto di Fossa Imhoff, costruzione di trincee, acquisto e posa di tubazioni forate, tessuto filtro, ghiaietta e ghiaione).- Sicuro funzionamento : il Depuratore ad ossidazione totale ha un funzionamento costante, in grado di sopportare forti variazioni orarie del carico idraulico e organico ; al contrario altri sistemi depurativi necessitano di costanti portate orarie, per non subire intasamenti e malfunzionamento.-Semplicità di manutenzione e gestione: la manutenzione e gestione del Depuratore ad ossidazione totale, possono per la loro semplicità, essere eseguite direttamente dall’utilizzatore dello scarico. Pochi e semplici controlli ed interventi periodici assicurano una resa costante del Depuratore; al contrario, altri sistemi depurativi richiedono interventi e controlli di tecnici specializzati ed eventuale uso di prodotti addittivanti.-Esigui costi di gestione : i costi di gestione del Depuratore ad ossidazione totale sono minimi. Ad esempio l’espurgo dei fanghi attivati in eccesso deve essere eseguito ogni 15-24 mesi al contrario l’asporto dei fanghi da Fossa Imhoff deve necessariamente essere eseguito, come prescritto (Delibera comitato ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4/2/77), ogni 6 mesi. Inoltre i fanghi asportati da Depuratore ad ossidazione totale sono innoqui, e possono essere utilizzati come concime nei campi agricoli.

Qui sotto sezione assometrica di Depuratore a pianta circolare.

DEPURATORI AD OSSIDAZIONE TOTALE:

Vantaggi tecnici:

-Riduzione del 90% dell’inquinamento alla fonte, quindi rispetto dei limiti richiesti dalla Tabella 3 (scarico in acque superficiali) dell’allegato 5 D.L.152/99 ; quindi possibilità di scaricare il refluo depurato in fossi, fiumi, canali, ecc…. o dove altro richieda il caso.
-Funzionamento elastico, anche al variare delle portate di liquame da trattare, senza pericolo di intasamenti o altri inconvenienti.
-Installazione interrata, in poco spazio, senza impiego di mezzi particolari o manodopera specializzata.

Vantaggi economici:

Il costo complessivo di acquisto ed installazione di un Depuratore ad ossidazione totale è inferiore agli altri sistemi.
La manutenzione, ed in particolare l’espurgo dei fanghi, a cadenza periodica, è di gran lunga superiore agli altri sistemi.

DISOLEATORI “TECNICI” E DISSABBIATORI/DISOLEATORI

La Veneta Prefabbricati Srl oltre alla sua vasta gamma di articoli tra cui fosse biologiche ed Imhoff, su ordinazione produce anche depuratori per piccole e medie utenze; inoltre produce disoleatori (per oli, benzine,…..) per piccole-medie autofficine, parcheggi, piazzali rifornimento,….


(qui sopra esempio schematico tridimensionale DISOLEATORE VC/CF per autorimesse, garages, autofficine)

PREMESSA:

I DISOLEATORI VC/CF VENGONO IMPIEGATI PER SEPARARE OLI MINERALI DAGLI SCARICHI DI AUTOFFICINE, AUTORIMESSE, GARAGES, E IN TUTTI GLI ALTRI LUOGHI NEI QUALI SI VERIFICA LO SCARICO DI OLI MINERALI MISTI AD ACQUA.

Sono costituiti da una vasca monoblocco prefabbricata in calcestruzzo armato vibrato a Pianta circolare.
Internamente la vasca è divisa in tre settori; due di questi (che hanno funzione di disoleazione primaria e secondaria), sono collegati idraulicamente tra di loro attraverso i fori di passaggio situati nella parete che li divide, mentre il terzo settore (che ha funzione specifica di raccolta e stoccaggio degli oli minerali) risulta stagno ed indipendente dagli altri due.

FUNZIONAMENTO:

Il funzionamento avviene nel modo seguente: l’acqua di scarico contenente oli minerali, grassi e morchie, affluisce nel primo settore dove avvengono la sedimentazione dei fanghi pesanti (sabbia, terriccio) e trattenimento in superficie di circa il 70% degli oli e grassi iniziali (disoleazione primaria), che verranno trasferiti e stoccati nel settore di raccolta. L’acqua parzialmente disoleata passa poi nel secondo settore, attrezzato di un ”filtro adsorbente multistrato” composto da carbone, quarzite e tessuto adsorbioil, idoneo a trattenere residui di oli ed idrocarburi, oltre materie in sospensione ed altre impurità. DISOLEATORI VC/CF RENDONO UN’ACQUA TRATTATA IN USCITA CON CONTENUTO DI OLI MINERALI ED IDROCARBURI NON SUPERIORE A 5 mg/litro ( LIMITE TABELLA 3 – SCARICO IN ACQUE SUPERFICIALI – DELL’ALLEGATO 5 – DECRETO LEGGE N° 152 DEL 11/05/1999 ). SONO INOLTRE CONFORMI A QUANTO PRESCRITTO DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA A COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO ( DECRETO MINISTERIALE 01/02/1986 ).

Per la messa in funzione l’unica operazione da farsi è quella di riempire la vasca di acqua pulita, ad esclusione del settore di raccolta e stoccaggio degli oli minerali.
La gestione e la manutenzione risulterà semplice: basterà periodicamente, agendo dalle apposite ispezioni del coperchio, aprire la saracinesca di trasferimento dell’olio accumulato in superficie del primo settore al settore di raccolta e stoccaggio (terzo settore); quest’ultimo, una volta riempito dovrà essere estratto (con autobotte di Ditta autorizzata) e trasferito a discarica controllata.
Ogni 18/24 mesi si dovrà procedere all’estrazione ed allontanamento mediante autobotte dei fanghi accumulatisi sul fondo vasca del primo settore.

DISSABBIATORE/DISOLEATORE SERIE DD :

sempre su ordinazione produciamo questi disoleatori “tecnici” per parcheggi scoperti medio piccoli, piazzole di rifornimento carburanti e consideriamo impianti particolari secondo vs. precise richieste.

PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI SCARICO DI ORIGINE METEORICA RACCOLTE SU PIAZZALI MEDIO-PICCOLI ADIBITI A PARCHEGGIO AUTOMEZZI.

Vengono impiegati per separare oli minerali, idrocarburi leggeri, morchie, sabbie e terricci dalle acque di scarico di piazzali medio-piccoli adibiti a transito, sosta e parcheggio di automezzi.

Trovano inoltre impiego nelle autorimesse, autofficine, autolavaggi e in tutti gli altri luoghi nei quali si verifica lo scarico di oli minerali e sabbie misti ad acqua.

FUNZIONAMENTO:

Sono costituiti da due o più vasche prefabbricate in calcestruzzo armato vibrato, a pianta circolare, da installare entro terra, collegate tra di loro con tubazione, ispezionabili dall’alto attraverso i fori di ispezione situati nelle coperture delle vasche stesse.

Il Disoleatore-Dissabbiatore DD/C è composto da :
- vasca dissabbiatore
- vasca (o vasche) disoleatore

Il funzionamento avviene nel modo seguente : l’acqua di scarico, raccolta da apposite griglie o da pozzetti caditoia, arriverà mediante tubazione alla prima vasca (che ha funzione di dissabbiatore ) dove nel fondo della stessa vengono raccolti tutti i fanghi pesanti decantati. L’acqua passa poi alla vasca (o vasche) disoleatore, divisa internamente in tre vani; nel primo vano vengono trattenuti gli oli minerali ed idrocarburi leggeri.

Nel secondo vano, attrezzato di filtro misto carbone-quarzite-tessuto adsorbioil, vengono trattenuti gli ultimi residui oleosi, materie in sospensione ed altre impurità. Il terzo vano ha la sola funzione di stoccaggio oli minerali ed idrocarburi da prelevare periodicamente ed inviare a discarica controllata. filtro adsorbente sabbie e terricci.

DIMENSIONAMENTO E MANUTENZIONE:

GLI IMPIANTI DISOLEATORI-DISSABBIATORI DD/C RENDONO UN ACQUA TRATTATA IN USCITA CON UN CONTENUTO OLI MINERALI ED IDROCARBURI NON SUPERIORI A 5 mg/lt (Decreto legge n. 152/99 – allegato 5 – tabella 3)

Per la mezza in funzione l’unica operazione da farsi è quella di riempire le vasche di acqua pulita.
Per la manutenzione basterà periodicamente, agendo dalle apposite ispezioni del coperchio, procedere all’estrazione ed allontanamento mediante autobotte dei fanghi accumulatisi sul fondo delle vasche ed asporto dell’olio e grasso, accumulatosi sulle superfici delle vasche.


LOCULI E OSSARI

NORMATIVE :
Circ. del Ministero della Sanità 24/06/1993 n. 24
Regolamento di polizia mortuaria, approvato con DPR n. 285/90: circolare esplicativa

13. REVISIONE DI CRITERI COSTRUTTIVI PER I MANUFATTI A SISTEMA DI TUMULAZIONE.

13.1. Le norme sono state totalmente innovate.
Dal criterio seguito nel precedente decreto del Presidente della Repubblica n. 803/1975, basato sulla fissazione dei minimi di spessore delle pareti dei tumuli a seconda dei materiali impiegati, si è passati alla sola enunciazione dei requisiti richiesti:

dimensionamento strutturale per carichi su solette (almeno 250 kg/mq) con verifica al rischio sismico, indipendentemente se la struttura sia da realizzarsi o meno in opera o con elementi prefabbricati;
pareti dei loculi con caratteristiche di impermeabilità durature ai liquidi e ai gas;
libertà nella scelta dei materiali da impiegare.

13.2. Per le nuove costruzioni è preferibile che siano garantite misure di ingombro libero interno per tumulazione di feretri non inferiori ad un parallelepipedo di lunghezza m 2,25, di larghezza m 0,75 e di altezza m 0,70. A detto ingombro va aggiunto, a seconda di tumulazione laterale o frontale, lo spessore corrispondente alla parete di chiusura di cui all’art. 76, commi 8 e 9.
La misura di ingombro libero interno per tumulazione in ossarietto individuale non dovrà essere inferiore ad un parallelepipedo col lato più lungo di m 0,70, di larghezza m. 0,30 e di altezza m 0,30.
Per le nicchie cinerarie individuali dette misure non potranno essere inferiori rispettivamente a m 0,30, m 0.30 e m 0,50.

Nel caso della tumulazione di resti e ceneri non è necessaria la chiusura del tumulo con i requisiti di cui ai commi 8 e 9 dell’art. 76, bensì la usuale collocazione di piastra in marmo o altro materiale resistente all’azione degli agenti atmosferici.

E’ consentita la collocazione di più cassette di resti e di urne cinerarie in un unico tumulo sia o meno presente un feretro

D.P.R. 10/09/1990 n. 285
Approvazione del regolamento di polizia mortuaria

ART. 76

Nella tumulazione ogni feretro deve essere posto in loculo o tumulo o nicchia separati.
I loculi possono essere a più piani sovrapposti.
Ogni loculo deve avere uno spazio esterno libero per il diretto accesso al feretro.
La struttura del loculo e del manufatto, sia che venga costruita interamente in opera o che sia costituita da elementi prefabbricati, deve rispondere ai requisiti richiesti per la resistenza delle strutture edilizie, con particolare riferimento alle disposizioni per la realizzazione delle costruzioni in zone sismiche.
Le solette orizzontali devono essere dimensionate per un sovraccarico di almeno 250 chilogrammi/metro quadrato.
Le pareti dei loculi, sia verticali che orizzontali, devono avere caratteristiche di impermeabilità ai liquidi ed ai gas ed essere in grado di mantenere nel tempo tali proprietà.
I piani di appoggio dei feretri devono essere inclinati verso l’interno in modo da evitare l’eventuale fuoriuscita di liquido.
La chiusura del tumulo deve essere realizzata con muratura di mattoni pieni a una testa, intonacata nella parte esterna.
È consentita, altresì la chiusura con elemento in pietra naturale o con lastra di cemento armato vibrato o altro materiale avente le stesse caratteristiche di stabilità, di spessori atti ad assicurare la dovuta resistenza meccanica e sigillati in modo da rendere la chiusura stessa a tenuta ermetica.


CLASSI DI PORTATA (NORMA UNI EN 124)
La norma UNI EN 124 individua sei classi di suddivisione dei dispositivi di coronamento e di chiusura caratterizzate da differenti valori di resistenza al carico; ad ognuna corrisponde una diversa modalità di impiego o luogo di destinazione come evidenziato nel prospetto sottoriportato.

CLASSE A15 (Gruppo 1)
Zone che possono essere utilizzate esclusivamente da pedoni e ciclisti.

CLASSE B125 (Gruppo 2)
Marciapiedi, zone pedonali ed assimilabili, aree di sosta e parcheggi multipiano per automobili.

CLASSE C250 (Gruppo 3)
Per dispositivi di coronamento dei pozzetti di raccolta installati nella zona dei canaletti di scolo lungo i bordi dei marciapiedi che, misurata partendo dal bordo, si estenda per 0,5 m al massimo nella carreggiata e per 0,2 m al massimo sul marciapiede.

CLASSE D400 (Gruppo 4)
Carreggiate di strade (comprese le vie pedonali), banchine transitabili (si veda figura sezione trasversale) e aree di sosta per tutti i tipi di veicoli stradali.

CLASSE E600 (Gruppo 5)
Aree soggette a forti carichi per asse, per esempio pavimentazioni di porti e aeroporti.

CLASSE F900 (Gruppo 6)
Aree soggette a carichi per asse particolarmente elevati, per esempio pavimentazioni di aeroporti.

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